Telelavoro: come, quando e perché

 



Il Telelavoro amato da molti dipendenti è ancora visto dai datori di lavoro come perdita di fatturato e calo della produzione. Questo concetto (purtroppo o per fortuna dipende dai punti di vista) è tutto italiano, infatti in molti Paesi Europei viene adottato senza problemi per non parlare di Stati Uniti e Australia.

I numeri in Italia non sono rassicuranti sulla crescita del Telelavoro, circa il 3,9% dei lavoratori (dati di ManagerItalia) e anche quando i contratti lo prevedano solamente il 7% delle aziende lo sfrutta. Il Telelavoro non è ancora visto bene anche se ha dei notevoli vantaggi (sia per il dipendente che per l’azienda) come dimostra questa infografica (aggiornata al 2012).

Telework-1

 

L’infografica è stata realizzata da STAFF.COM

 

UFFICIO VS TELELAVORO

Andiamo a vedere quali sono i pro e i contro del Telelavoro e perché dovrebbe essere utilizzato dalle Aziende.

 

LAVORI DI MENO

Questo è un luogo comune falso, infatti non è vero che lavorando da casa si lavora di meno anzi forse è proprio il contrario. Vediamo una giornata tipo quando andiamo in ufficio: usciamo di casa alle 8.00 e quando siamo fortunati alle 9.00 siamo in ufficio (1 ora persa), il tempo che accendiamo il computer e andiamo a prendere un caffè con il collega (30 minuti).

Usciamo dal nostro ufficio alle 18.00, ma diciamo la verità alle 17.30 già siamo in stand-by, per arrivare a casa alle 19.00 quando siamo fortunati (1 ora e 30 minuti persi). Quindi in totale abbiamo perso 3 ore che moltiplicato per 5 giorni sono 15 ore, moltiplicate per 4 settimane sono 60 ore.

Se invece lavoriamo da casa: alle 8.00 siamo pronti e siamo già pronti a lavorare anche fino alle 20.00 (tanto non dobbiamo prendere la macchina per tornare a casa). E se abbiamo un impegno extra-lavorativo? Nessun problema il tempo che non dedichiamo al lavoro lo andremo  a recuperare dopo cena o lavorando il doppio il giorno dopo (se oggi lavoro 3 ore domani dovrò lavorare 12 ore per recuperare).

 

PRODUTTIVITA’

Altro mito da sfatare è che “Chi lavora a casa produce di meno”, non è vero !!! Lavorando da casa la persona è più a suo agio perché l’ambiente di lavoro è confortevole (del resto è casa sua) e questo aumenta la produttività del dipendente perché lavora meglio che in ufficio.

 

Niente stress da traffico, niente stress da giacca e cravatta, niente stress da colleghi “rumorosi” e niente stress da pranzo veloce con un panino. Certo se è vero questo è anche vero che la persona che lavora da casa deve avere una forte auto-disciplina, altrimenti basta poco per dare ragione a questi luoghi comuni.

La sveglia deve essere come quando andiamo in ufficio e bisogna avere una pianificazione del lavoro da fare con delle scadenze da rispettare.

UNA MANO ANCHE AL CLIMA

Negli Stati Uniti è previsto che entro il 2016 il Telelavoro passerà dal 23% al 43% (dati al 2012) e questo significherà una grossa mano alla Natura. Infatti è previsto una riduzione dei gas di scarico di 9 milioni di auto e un risparmio fino a 280 milioni di barili di petrolio.

Se questi numeri fossero allargati anche al nostro Paese ?

 

CONCLUSIONI

Oltre la diffidenza da parte dei datori di lavoro esistono altri due motivi che bloccano la crescita del Telelavoro:

  1. Banda Larga ma non per tutti, il ritardo tecnologico di questo Paese è spaventoso
  2. L’Italia ha come spina dorsale la piccola e media Impresa, che al 90% non ha una struttura che gli permette il Telelavoro

Io personalmente preferisco il Telelavoro lavoro meglio, produco di più e ho più tempo per me. Nel prossimo articolo andremo a vedere quali sono gli strumenti migliori da utilizzare quando lavoriamo da casa.

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Ad maiora

 

 

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Andrea Toxiri

Info su Andrea Toxiri

Il mio esordio nel mondo informatico risale al 1994 con un favoloso Amiga 500, invece il mio primo "giro" sul web risale al 1999 grazie a un modem 56k ... dal quel momento la mia vita è sempre stata online. Dal 2009 ho approfondito le mie conoscenze sulla comunicazione digitale (blog, SEO, siti web, Social Media, web marketing). Gestisco due blog dove si parla di Tecnologia, Social Media, Comunicazione e Web Marketing.
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